Dall’abbinamento fra un’idea a suo modo rivoluzionaria e un turbodiesel noto per la sua economicità di impiego nasce un walkaraund da otto metri e mezzo di lunghezza in grado di navigare a 20 nodi consumando solo un litro di gasolio al miglio

La barca è un otto metri e mezzo a marchio Bimax, costruttore laziale noto per la qualità dei suoi scafi denominati “Alchimia” e disponibili nei modelli “28” e “32”, sigle ovviamente riferite alle lunghezze fuori tutto espresse in piedi. Il primo è un walkaraund da 32 quintali di peso caratterizzato da linee d’acqua tese a garantire la massima efficienza di navigazione senza pregiudicare quel minimo di abitabilità tipico di questi natanti che, di fatto, si propongono per utilizza giornalieri o brevi crociere. Dritto di prua quasi verticale quindi, carena a “V” profonda che apre salendo verso la coperta, ponte che si rastrema a poppa, dove le fiancate rientrano e lo specchio si inclina verso l’interno.
Di fatto uno scafo ben concepito ma che alla vista nulla lascia trapelare di rivoluzionario come invece risulta essere aprendo il vano motore e osservando la collocazione del propulsore, un turbo diesel a marchio Fpt Industrial da 230 cavalli di potenza serie “F 30”.

Famosa per la sua affidabilità, al punto da essere considerato “eterno” dai diportisti, e noto anche per i consumi contenuti l’unità non è infatti installata in maniera tradizionale, cioè con il lato volano rivolto a poppa, ma al contrario, cioè con il lato volano rivolto verso prua. Inclinata rispetto all’orizzontale di sette gradi, mediante una corta linea d’asse si collega a un’elica rivolta in avanti e quindi di tipo traente anziché spingente. Una soluzione concettualmente analoga a quanto proposto dai sistemi “Ips” di Volvo Penta ma con la differenza che non si è alle pre con un pod ma con una installazione fissa.
Così configurato il sistema fa sì che in navigazione, quando la barca procede con un assetto appoppato, l’elica lavori in posizione quasi orizzontale trasformando in energia traente la maggior parte della coppia motore disponibile. Va ricordato a tale proposito che non è un caso se i motori fuoribordo ed entrofuoribordo permettono di variare la posizione dell’elica rispetto all’orizzontale.
Più la spinta dell’elica è parallela alla superfice liquida e maggiore è l’efficienza del sistema di propulsione. Nel caso delle barche azionate da linee d’asse tale ottimizzazione non è possibil e quindi l’elica lavora inclinata da un minimo di sette gradi, quelli di montaggio, fino anche a venti, quando lo scafo è appoppato. In tali condizioni la spinta dell’elica si divide in due componenti una delle quali si scarica verticalmente senza dar luogo ad alcun tipo di propulsione. Nel caso di “Alchimia 28” ciò non avviene in quanto la linea d’asse pur essendo installata con una inclinazione di sette gradi in navigazione tende a porsi orizzontale. Bimax ha chiamato la sua soluzione “Eds”, “eco drive system”, promettendo a quanti vorranno farla propria consumi a 20 nodi di un solo litro di gasolio per miglio.
230 cavalli eterni

Il quattro cilindri Fpt Industrial che muove “Alchimia 28” è un turbodiesel “S30” da tre litri nominali alimentato in maniera diretta per via elettronica e operante a mezzo di una distribuzione a quattro valvole per cilindro. La sovralimentazione è attuata mediante un compressore a geometria fissa controllato da una valvola waste gate e asservito da un aftercooler di tipo acqua-acqua.
Di fatto un motore che propone tutte le più attuali soluzioni tecniche di settore abbinandole però a una termodinamica esclusiva che permette di realizzare consumi specifici minimi di 185 grammi di gasolio per cavallo. Pesante 330chili e compatto nelle forme, 78 centimetro di lunghezza per 77 e 75 di larghezza e altezza, è una delle migliori scelte oggi a disposizione di quanti desiderano armare la propria barca con un diesel che oltre a essere considerato super affidabile, dote che in mare deve essere considerata prioritaria a qualsiasi altra, è anche economico nella gestione e nelle esigenze di manutenzione alla luce di tagliandi che possono scaglionarsi ogni 600 ore di lavoro.
Titolo: Bimax Alchimia 28, una barca “made in Lazio”
Autore: Redazione