Ai primi di Settembre Mercury Marine ha annunciato il lancio di un nuovo fuoribordo da sei cavalli di potenza alimentato mediante un sistema di iniezione indiretta

E’ l’unico fuoribordo da sei cavalli che al momento sfoggia tale contenuto abbinandolo a un’architettura bicilindrica Nel settore automotive i sistemi di alimentazione a iniezione dominano sovrani da diversi decenni giovandosi di potenzialità funzionali proibite ai carburatori. Questi ultimi però grazie ai loro costi contenuti, alla semplicità meccanica, alle dimensioni contenute e alla possibilità di operare senza dover ricorre a batterie, centraline e sensori, sono ancora largamente utilizzati per alimentare motori ausiliari di piccola cilindrata. Per esempio quelli che azionano le attrezzature da giardinaggio o i fuoribordo portatili aventi prestazioni inferiori agli otto cavalli. Questi ultimi sono in effetti allestiti sulla base di motori meccanicamente molto semplici risultando anche destinati a operare prevalentemente a regimi fissi, profilo di missione cui i carburatori rispondono benissimo.
Ne deriva uno standard costruttivo e progettuale che fino ai primi del Settembre scorso era fatto proprio da tutti i costruttori di settore ma che ora potrebbe essere destinato a non essere più tale se avrò successo il nuovo fuoribordo da sei cavalli di potenza siglato “6 Efi” lanciato dell’americana Mercury Marine. Come lascia intendere la sigla, si tratta di un sei cavalli alimentato mediante lo stesso sistema di iniezione elettronica indiretta che la Casa già usa per alimentare i suoi motori portatili e compatti di potenze superiori agli otto cavalli. Con queste ultime unità, disponibili anche nella taratura di dieci cavalli, il nuovo nato risulta anche allineato meccanicamente, proponendosi di conseguenza con un’architettura bicilindrica e una cilindrata di 209 centimetri cubi realizzati mediante canne da 55 millimetri di alesaggio e 44 di corsa.
Anche in questo caso si tratta di soluzioni al momento uniche in questa classe di potenza, esattamente com la presenza di distribuzioni a quattro valvole per cilindro azionate da un monoalbero in testa. Di fatto un fuoribordo dalle connotazioni esclusive che Mercury ha allestito guardando in particolare al mercato francese, dove i sei cavalli sono la potenza massima gestibile senza patente e quindi per un diportista locale la possibilità di disporre di un sei cavalli ripotenziabile a dieci è certamente allettante.
A conferma indiretta di tale supposizione il fatton che “6 Efi” non manda in pensione il più compatto “6 Hp” già a listino, un monocilindro da 123 centimetri cubi di derivazione Toahtsu. Gli affianca con l’obiettivo di rivolgersi ai diportisti che pur non avendo bisogno di alte prestazioni necessitano di coppie più rilevanti di quelle rese disponibili dai sei cavalli monocilindrici.
Un esempio in tal senso l’uso di un sei cavalli per asservire barche di ragguardevoli dimensioni quando impegnate nella pesca alla traina. Da segnalare anche che il nuovo motore risulta esente da gruppi di servizio esterni fatto salvo il serbatoio della benzina in quanto il sistema di iniezione Mercury opera senza che ci sia la necessità di alimentarlo con una batteria, peculiarità che rende l’impianto implementabile anche su motori compatti senza lederne tale caratteristica. E’ però presente una centralina che oltre ad agevolare gli avviamenti a freddo ottimizza anche la carburazione in funzione dello stato funzionale dell’unità e della richiesta di potenza avanzata dal pilota tutelando nel contempo erogazioni e consumi.
Di serie la barra guida multifunzione Mercury che consente di cambiare marcia e controllare l’acceleratore con una sola mano, comando eventualmente sostituibile con un sistema di controllo da remoto, e un sistema di lavaggio con acqua dolce a collegamento rapido. o il motore non solo potente, ma anche di facile manutenzione e utilizzo.
Tutti i sei cavalli del mercato

l’attuale offerta di mercato relativa ai fuoribordo da sei cavalli di potenza limitatamente ai marchi più diffusi e forti di reti commerciali e di assistenza tecnica che coprono la maggior parte della Penisola. Come è possibile osservare, il lancio da parte di Mercury Marine del nuovo “6 Efi” ha introdotto nel settore un’architettura bicilindrica la cui cilindrata è del 63 per cento circa superiore alla pregressa media di categoria di circa 131 centimetri cubi. Ovviamente tale connotazione viene pagata in termini di peso, vicino ai 40 chili contro una media di 26 chili circa e probabilmente anche a livello di listino.
La Casa al momento non ha ancora diramato quest’ultimo ma è lecito ipotizzare che si attesterà vicino al prezzo del fuoribordo da otto cavalli “8 Efi” con cui condivide la meccanica. Si posizionerà dunque poche centinaia di euro sotto i tre mila. Vale la pena di sottolineare che a livello di fuoribordo portatili proprio peso e costo sono le due più importanti determinanti da valutare in caso di acquisto, soprattutto se l’unità é destinata a muovere piccoli pram o piccoli natanti da diporto utilizzati su acque interne.
In tale ottica accade che a livello di masse il motore più leggero sia Suzuki “Df 6” mentre il più economico, stando ai listini riportati dalla rivista “Il Gommone” sia Selva Marine “Oyster”, strettamente imparentato per non dire gemello di Yamaha “F6”. Del tutto simili nella meccanica anche Mercury “6 Hp” e Tohatsu “Mfs 6” essendo in secondo realizzato dalla Casa giappone per conto di quella americana.