L’azienda statunitense Tensor è pronta ad avviare nel corso di quest’anno la commercializzazione di “Robocar”, il primo veicolo a guida autonoma di livello 4 per la mobilità privata. A propulsione full electric, opera sulla base di un sistema duale di intelligenza artificiale che mira a ridefinire l’esperienza di utilizzo delle autovetture

La guida autonoma è forse più vicina di quanto si possa pensare. Almeno a dar credito alle ambizioni commerciali di Tensor, azienda californiana focalizzata nello sviluppo di veicoli autonomi, che ha annunciato l’immissione sul mercato già nel corso dell’anno del suo modello “Robocar”, il primo veicolo autonomo di livello 4 destinato alla mobilità privata. Come testimoniato dal nome, “Robocar” non è un futuristico taxi destinato a servizi di mobilità senza conducente, ma si propone a tutti gli effetti quale veicolo acquistabile utilizzabile dai privati.
Con la possibilità di sfruttare, a seconda delle situazioni e della volontà o meno di affidarsi completamente all’intelligenza artificiale del veicolo, la funzionalità “Dual Mode” che permette sempre la scelta tra guida autonoma di livello 4 o manuale. Una duplice opportunità che la Casa californiana dichiara voler rispecchiare una filosofia progettuale che mira ad assicurare sempre all’essere umano il controllo finale, indipendentemente da quanto intelligente diventi il dispositivo.

Se all’apparenza sembra tutto molto coerente e ragionevole, prestando maggior attenzione a tale impostazione viene naturale però chiedersi perché un privato dovrebbe acquistare un veicolo integrante una tecnologia autonoma particolarmente sofistica da portarne la commercializzazione iniziale negli Emirati Arabi Uniti, nell’Unione Europea e negli Stati Uniti al prezzo di circa 200 mila dollari se poi intende guidarlo direttamente. Una cifra un po’ eccessiva se si pensa di dilettarsi con le manovre eseguite autonomamente dalla vettura nel cortile di casa per poi passare al controllo manuale una volta in strada.
A meno che, sorge il dubbio, più che una vera filosofia progettuale quello di Tensor non sia un escamotage per bypassare le problematiche normative sulla guida autonoma, soprattutto in Europa dove l’omologazione L4, quella per veicoli di livello 4 come “Robocar”, rimane ancora un percorso lungo e complesso. Quel che è certo invece è la ricchezza tecnologica della vettura, dominata superiormente da una cupola Lidar che invia più di 25 milioni e mezzo di raggi al secondo, per creare quello che l’Azienda definisce uno scudo di sicurezza a 360 gradi.

A ciò si affiancano poi 37 telecamere, cinque lidar, 11 radar, 22 microfoni, dieci sensori a ultrasuoni, 16 rilevatori di collisione, otto rilevatori di livello dell’acqua, quattro sensori di pressione degli pneumatici, un rilevatore di fumo e una connettività di rete 5G a triplo canale. L’enorme quantità di dati raccolti confluisce in un computer integrante otto chip Nvidia “Drive AgxThor” in grado di processare oltre 53 gigabyte al secondo, mentre per garantire la massima sicurezza di funzionamento, il veicolo è costruito con un’architettura elettrica ed elettronica completamente ridondante per quanto riguarda alimentazione, comunicazioni e controllo del movimento, incluso il sistema drive-by-wire, che secondo Tensor assicura un funzionamento a prova di guasto. Tutte soluzioni tecnologiche rese coerenti tra loro in termini funzionali dalla piattaforma “Tensor Foundation Model”, un sistema duale di intelligenza artificiale interamente guidato dai dati anziché dai sistemi basati su regole, in modo tale da riuscire ad apprendere schemi complessi in base all’ambiente circostante.

Una parte del sistema duale di intelligenza artificiale è progettata per fornire risposte rapide del veicolo attraverso l’apprendimento per imitazione, a partire dai dati raccolti da conducenti esperti, mentre l’altra utilizza un modello di linguaggio visivo multimodale per analizzare casi limite rari, risultando addestrato su dati visivi sia proprietari sia provenienti da internet, incluse immagini e video, per garantire che il veicolo possa adattarsi a qualsiasi ambiente di guida. I sensori, vista la loro importanza per le capacità funzionali del mezzo, sono inoltre salvaguardati quando non in uso da coperture che li proteggono da polline, polvere, sabbia o detriti.

Completamente autonomi, e non poteva essere diversamente, anche i controlli diagnostici del veicolo, gli aggiornamenti software e i cicli di ricarica, con questi ultimi che permettono a alla batteria da 112 kilowattora di capacità che equipaggia “Robocar” di assicurare al powertrain, i cui dati non sono stati ancora resi noti da Tensor, un’autonomia fino a 480 chilometri, con la possibilità di ricaricare la batteria dal 20 all’80 per cento in dieci minuti tramite sistemi di carica rapidi.
Ridondanza completa

Secondo quanto dichiarato dalla Casa statunitense, “Robocar” vanta il primo sistema di frenata e di sterzo completamente ridondante al Mondo. Il sistema di sterzo integrale, sviluppato in collaborazione con Zf, è infatti interamente elettronico e svincolato da sistemi meccanici, con lo sterzo anteriore e quello posteriore che si supportano a vicenda in termini di ridondanza. Il gruppo è inoltre integrato dal sistema di controllo elettronico della stabilità “Esp 10” di Bosch e dal sistema frenante modulare “Dpb 2.0”, anch’esso di progettazione Bosch, così da realizzare un’architettura a tripla ridondanza.
La sicurezza in primis

I sensori che alimentano il sistema di guida autonoma di livello 4 integrano soluzioni che ne preservano il corretto funzionamento in ogni ambiente. Dai mini tergicristalli autopulenti, agli ugelli retrattili, passando per le pompe ad altissima pressione, ogni telecamera e lidar rimane sempre nitido in qualsiasi condizione atmosferica per garantire i più elevati standard di sicurezza e affidabilità operative funzionali. Quattro array di microfoni esterni rilevano e localizzano inoltre le sirene dei veicoli di emergenza, anche prima che siano visibili, consentendo a “Robocar” di reagire in modo appropriato e al contempo di comunicare chiaramente con i soccorritori e i team di teleassistenza.
Prove di dialogo

Tensor “Robocar” è equipaggiata di serie con schermi di segnalazione che permettono alla vettura di comunicare con chi è all’esterno. Quattro display interattivi Mini-Led Rgb di grado P1 collocati ai quattro angoli della vettura sono infatti in grado di interagire con i pedoni e i veicoli in prossimità di “Robocar” attraverso animazioni dinamiche ben visibili in tutte le condizione atmosferiche, anche in piena luce.
Titolo: Robocar by Tensor: independence day
Autore: Redazione