La nuova Ferrari Amalfi è una berlinetta sportiva che mira a ridefinire nel solco della tradizione il concetto di sportività contemporanea. Ciò coniugando un’estetica ricercata con le prestazioni elevate assicurate da un “V8” biturbo reingegnerizzato per raggiungere una potenza specifica di 166 cavalli/litro

Il nome è un tributo alla bellezza e al fascino senza tempo di una Repubblica marinara evolutasi nei secoli rimanendo sempre fedele a se stessa. “Amalfi”, la denominazione scelta da Ferrari per la sua nuova berlinetta sportiva, è in effetti molto più del semplice avvicendamento nominale pensato per la vettura destinata a sostituire la berlina “Roma” nella gamma del Cavallino.

Nelle intenzioni della Casa di Maranello intende infatti ridefinire, nel solco della tradizione, il concetto di sportività contemporanea, coniugando prestazioni elevate, versatilità d’uso ed estetica ricercata attraverso un’impostazione progettuale fluida e minimalista, incentrata su volumi scolpiti e su superfici pulite che esprimono dinamismo ed eleganza, non a caso due delle connotazioni da sempre nel dna Ferrari.
Proprio in tale ottica, frontale è dominato da un’ampia presa d’aria e da un cofano lungo e scolpito destinato a ospitare un “V8” biturbo serie “F154” da tre litri e 900 centimetri cubi reingegnerizzato per raggiungere una potenza specifica di 166 cavalli/litro che si traduce in erogazioni massime nell’ordine dei 640 cavalli a sette mila e 500 giri al minuto. L’incremento prestazionale rispetto alle unità “F154” di precedente generazione è stato ottenuto attraverso un rinnovato sistema di gestione della sovralimentazione che consente il controllo indipendente della velocità di rotazione dei due turbocompressori con una calibrazione dedicata e un innalzamento del regime massimo dei turbo fino a 171 mila giri al minuto.

Ciò ha di fatto consentito ai tecnici di Maranello di migliorare la reattività dell’acceleratore e la precisione nella gestione della pressione di sovralimentazione, complice anche l’introduzione di sensori di pressione dedicati per ciascuna bancata. All’ottimizzazione del rendimento termodinamico del propulsore ha inoltre concorso la scelta di realizzare nuovi assi a camme, più leggeri di quasi un chilo e mezzo rispetto ai componenti impiegati in precedenza, e di riprogettare il basamento puntando su lavorazioni meccaniche di precisione che hanno consentito di eliminare materiale non strutturale, così da ottenere una riduzione di peso di un altro chilogrammo.
Per la prima volta su un motore Ferrari è stato inoltre introdotto un olio a bassa viscosità in grado di ridurre del 30 per cento la resistenza a freddo, soluzione che all’atto pratico concorre a rendere più rapida la risposta del motore agli input dell’acceleratore soprattutto nei cicli di warm-up. Al medesimo obiettivo guardano peraltro anche un albero a gomiti piatto, una turbina compatta a bassa inerzia, la tecnologia “twin-scroll” per la gestione separata dei gas di scarico e un collettore a fuso singolo con condotti di uguale lunghezza, tutte soluzioni che concorrono ad assicurare un’erogazione continua e progressiva, con una curva di coppia modellata per offrire maggiore spinta ai medi e alti regimi in tutte le marce.

Queste ultime sono poi controllate in termini di innesto da una rinnovata centralina preposta a rendere quanto mai fluido e preciso il funzionamento di una trasmissione automatica a doppia frizione in bagno d’olio a otto rapporti. Così configurato, il powertrain permette a Ferrari “Amalfi” di scattare da ferma a cento all’ora in tre secondi e tre decimi e di raggiungere una velocità massima di 320 all’ora, prestazioni indotte anche da uno sviluppo aerodinamico che ha dato vita a una carrozzeria scolpita nei dettagli, dove ogni elemento ha una funzione precisa. In tale ottica, le scarpette aerodinamiche posizionate sul fondo davanti alle ruote anteriori e posteriori mirano a ridurre la resistenza e a migliorare l’efficienza, mentre un bypass, un condotto che collega il frontale al vano motore, collocato sopra i proiettori anteriori contribuisce a ridurre le sovrappressioni e a ottimizzare il raffreddamento.
La generazione di carico verticale all’anteriore è poi affidata a una coppia di generatori di vortici, ottimizzati in galleria del vento, e a due diffusori integrati nello splitter che concorrono anche a rendere più efficiente la ventilazione dei freni anteriori. Al retrotreno a farla da padrone è invece un’ala mobile attiva, integrata nella coda della vettura e in grado di assumere tre configurazioni, “Low Drag”, “Medium Downforce” e “High Downforce”, in base a velocità, accelerazioni longitudinali e trasversali. In rettilineo, l’ala resta in posizione “Low Drag” o “Medium Downforce” per minimizzare la resistenza, mentre nelle fasi di guida più dinamiche, come curve ad alta velocità o frenate intense, si attiva la configurazione “High Downforce” per generare un aumento di carico verticale di 110 chili a 250 all’ora, a fronte di un incremento di resistenza inferiore al quattro per cento.

La dinamica di marcia di “Amalfi” beneficia inoltre dell’integrazione per la volta su una berlinetta Ferrari del sistema “brake-by-wire”, una soluzione che destinata a migliorare l’efficienza della frenata, a ridurre la corsa del pedale e a incrementare la modulabilità anche nelle situazioni in cui interviene l’impianto abs. Quest’ultimo, in configurazione “Evo”, sfrutta i dati raccolti da un apposito sensore per stimare con precisione la velocità della vettura e determinare lo slittamento ottimale di ciascuna ruota, razionalizzando così la distribuzione della frenata in modo tale da assicurare i massimi standard di sicurezza anche nelle condizioni di marcia in cui la stabilità laterale e la decelerazione longitudinale devono essere attentamente bilanciate.
Bentornati i comandi fisici

Gli interni di Ferrari “Amalfi” adottano un’impostazione a doppio cockpit che avvolge guidatore e passeggero in due cellule collegate visivamente da plancia, pannelli porta e tunnel centrale. La plancia presenta inoltre per la prima volta un layout monolitico in cui quadro strumenti e bocchette di aerazione sono fusi in un unico blocco, mentre il tunnel centrale in alluminio anodizzato fresato dal pieno ospita elementi funzionali, quali la sede della chiave, la ricarica wireless e i comandi secondari. Il volante riporta poi in auge i comandi fisici, con una disposizione studiata per garantire la massima ergonomia e riconoscibilità al tatto in ogni condizione di guida.
Sulla razza sinistra si trovano i controlli dei sistemi di assistenza alla guida, del cruise control adattivo, del telefono e dei comandi vocali, mentre sulla destra e sul retro sono posizionati, rispettivamente, i selettori per la visualizzazione e l’interazione con il quadro strumenti e le rotelle per la gestione del volume delle stazioni radio.
Esperienza immersiva

L’esperienza di bordo mira a offrire un’interazione intuitiva e coinvolgente attraverso il rinnovato sistema “Hmi”, acronimo di “Human-Machine Interface”, strutturato sulla base di tre display. Il primo è un quadro strumenti da 15 pollici e sei completamente digitale che raccoglie tutte le informazioni di guida e di dinamica del veicolo, mentre al centro della plancia uno schermo capacitivo da dieci pollici e un quarto consente a guidatore e passeggero di accedere alle principali funzioni, quali la radio, il telefono, il sistema di climatizzazione, la regolazione dei sedili e le impostazioni vettura.
Un terzo display da otto pollici e otto infine offre al passeggero un’esperienza da vero co-pilota, visualizzando i principali parametri funzionali della vettura, mentre la ricarica e la gestione degli smartphone sono affidate, rispettivamente, a un alloggiamento wireless posto nel tunnel centrale e alla compatibilità con i sistemi Apple CarPlay e Android Auto.
Titolo: Con Ferrari Amalfi la sportività è senza tempo
Autore: Redazione