Mercato italiano biciclette in calo: tempi difficili

Il mercato italiano delle biciclette chiude il 2025 con un calo delle vendite del quattro per cento rispetto all’anno precedente, con gli acquisti dei veicoli “muscolari” che calano del tre per cento e le e-bike del sette

mercato italiano biciclette
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Percentuali di calo o crescita di tale entità non sono ovviamente preoccupanti o esaltanti, soprattutto se, come nel caso delle biciclette, la produzione nazionale è in crescita del sei per cento, l’export migliora dell’11 e l’import cala del 28 per cento. Un ambito tutto sommato in salute quindi, se non fosse che dietro al calo delle e-bike si cela un fenomeno di stampo para-malavitoso.

La domanda non è infatti in calo ma é in gran parte soddisfatta da prodotti asiatici tecnicamente fuorilegge e spesso importati per vie traverse, veicoli di basso costo e di bassa qualità che si propongono quali e-bike pur essendo invece veri e propri ciclomotori. Utilizzatori primi di questi mezzi i rider metropolitani il cui numero oscilla però fra le 30 mila e le 40 mila unità a fronte delle circa 256 mila vendite che le e-bike hanno maturato nel 2025 fra fra “regolari” e “irregolari”. Segno che gli acquisti delle seconde sono imputabili anche ad altri strati delle popolazione italiana.

Comunque sia, il risultato è una concorrenza sleale e difficile da combattere fra chi produce e distribuisce e-bike conformi, pagando certificazioni, test e omologazioni, e chi invece ignora le regole e vende mezzi illegali a prezzi stracciati. Il fenomeno andrebbe contrastato in maniera ferrea agendo sia sugli utilizzatori sia sui canali di vendita, ma che in realtà sembra prosperare alla luce di grigi interessi commerciali che a qualcuno fa comodo non interrompere e di quella accondiscendenza che da sempre porta Politica e Giustizia a giustificare chi infrange la Legge risultando socialmente e economicamente disagiato. Ancma, l’associazione di categoria, ha chiesto al Governo di operare con maggior rigore, proposta che però andrebbe inquadrata nell’ambito di una lotta integrata contro le illegalità motoristiche più diffuse.

A partire dalla messa al bando delle centraline di potenziamento dei motori per arrivare alla revisione delle potenze di omologazione delle auto elettriche, definite sulla base delle prestazioni continuative dei motori e non di quelle massime. Col risultato di rendere possibile l’accesso alle auto elettriche più prestazionali anche a neopatentati privi di esperienza. Un problema che si pone peraltro anche nella nautica da diporto, ambito in cui è prassi che le Istituzioni chiudano tutti e due gli occhi davanti al fenomeno dei famigerati “depotenziati”, fuoribordo ufficialmente proposti quali 40 cavalli ma che di fatto di cavalli arrivano a proporne anche il doppio.

Titolo: Mercato italiano biciclette in calo: tempi difficili

Autore: Furio Oldani

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