Lamborghini Fenomeno Roadster”è una supercar in edizione limitata che porta al debutto su una due posti scoperta della Casa emiliana il powertrain ibrido “Hpev 12V”. Strutturato sulla base di un V12 aspirato da sei litri e mezzo di cubatura operante congiuntamente a tre unità elettriche, mette a disposizione fino a mille e 80 cavalli di potenza massima

Era il 1968 quando Lamborghini diede vita al suo primo modello in serie limitata “Miura Roadster”. Fu l’inizio di percorso portato avanti nei decenni dalla Casa di Sant’Agata Bolognese attraverso i successivi modelli “Reventón”, “Veneno”, “Centenario” e “Sián” arrivato oggi a completamento con la nuova edizione limitata a cielo aperto “Fenomeno Roadster” che non a caso anche nel colore della carrozzeria richiama l’iconica “Miura Roadster” di 58 anni fa. Un omaggio al passato declinato attraverso soli 15 esemplari che punta a legare anche esteticamente il percorso evolutivo delle “limited edition” Lamborghini con le più moderne soluzioni tecniche mutuate dal motorsport per dare vita alla vettura scoperta più potente mai prodotta dalla Casa emiliana.

Ciò anche grazie al fatto che “Fenomeno Roadster” è la prima due posti scoperta Lamborghini equipaggiata con il powertrain ibrido “Hpev V12”, strutturato sulla base di un V12 aspirato da sei litri e mezzo di cubatura operante congiuntamente a tre unità elettriche, due delle quali a flusso assiale Yasa sull’asse anteriore e una a flusso radiale sull’asse posteriore. Così configurata, la power unit realizza una potenza complessiva di mille e 80 cavalli, 245 forniti dalle tre unità elettriche e i restanti 835 cavalli erogati a nove mila 250 giri dal propulsore endotermico, che consente a “Fenomeno Roadster” di scattare da ferma a cento all’ora in due secondi e quattro decimi e di raggiungere una velocità massima di 340 all’ora.
Prestazioni quasi da monoposto di Formula Uno quindi, fruibili peraltro in sicurezza in ogni condizione di fondo grazie al supporto offerto da ammortizzatori da competizione regolabili manualmente che garantiscono un’ammortizzazione efficace nel contenimento dei movimenti di cassa e un maggiore rapporto di escursione tra ruota e ammortizzatore.

A ottimizzare ulteriormente la dinamica della vettura concorre inoltre un sensore “6D” installato vicino al baricentro della vettura e collegato direttamente alla centralina “Ipb”, acronimo di “Integrated Power Brake”, che fornisce in tempo reale sia le misurazioni dell’accelerazione su tutti i tre assi, laterale, longitudinale e verticale, sia la velocità angolare degli stessi, beccheggio, rollio e imbardata, così da permettere alla centralina di stimare con precisione l’angolo di slittamento laterale e il coefficiente di attrito istantaneo tra gli pneumatici e la superficie stradale.

Ne deriva la massima stabilità di marcia anche sui percorsi misti affrontati ad alta velocità, complice un pacchetto aerodinamico di nuova progettazione integrante anche uno spoiler installato sul parabrezza che dirige l’aria al di sopra dell’abitacolo per poi indirizzarla all’interno del vano motore, in modo tale da contribuire al raffreddamento del propulsore endotermico in qualsiasi condizione di guida. Al medesimo obiettivo guardano anche le prese d’aria collocate dietro le portiere, mente un ampio diffusore e il sistema di ala attiva posteriore concorrono a massimizzare la deportanza di una supersportiva ibrida, quindi integrante un pacco batterie aglio ioni di litio da sette kilowattora di capacità, dal peso contenuto sotto i mille e 800 chili.

I mille 780 chilogrammi di massa a vuoto sono in effetti starti raggiunti dai tecnici di Sant’Agata Bolognese attraverso un telaio di derivazione aerospaziale che combina una monoscocca realizzata interamente in fibra di carbonio multitecnologia con una struttura anteriore in Forged Composite, un materiale composito avanzato caratterizzato da fibre di carbonio corte e frammentate immerse in resina, anziché tessute, che assicura maggior leggerezza strutturale a parità di resistenza. Ampio uso di fibra di carbonio anche negli interni infine, con l’abitacolo dall’impostazione hi-tech che integra tre display digitali con grafica esagonale, pulsanti aptici e comandi ispirati all’aviazione, disposti in modo da consentire al conducente di rimanere sempre completamente concentrato sulla guida.
Derivazione racing

Il sistema frenante di Lamborghini “Fenomeno Roadster” opera attraverso dischi carboceramici “Ccm-R Plus” realizzati con una struttura tridimensionale di fibre di carbonio lunghe racchiuse in una matrice di carbonio e con un rivestimento speciale che aumenta la resistenza dei dischi stessi e delle pastiglie freno organiche di derivazione racing. Queste ultime sono peraltro tenute costantemente alla corretta temperatura d’esercizio, unitamente ai dischi, anche nelle condizioni dinamiche estreme da un sistema di ventilazione dedicato.
Molto più di un materiale

Ridurre il peso senza pregiudicare la resistenza è lo scopo primario della tecnologia Forged Composite, un brevetto Lamborghini che comprende il materiale, la definizione della preforma, i processi di stampaggio e polimerizzazione e le caratteristiche specifiche del design. Il materiale utilizzato è un’evoluzione dei composti per lo stampaggio di lastre in fibra di carbonio e consiste in pezzetti di fibra di carbonio, circa 500 mila ogni sei centimetri quadrati, posti tra due strati di resina filmata così da garantire una maggiore capacità di carico misurata in flessione per unità di massa rispetto alla tradizionale fibra di carbonio. Sempre rispetto a quest’ultima e grazie alla natura sminuzzata del composito, il materiale può inoltre essere modellato in geometrie molto più complesse risultando quindi particolarmente adatto per realizzare parti tridimensionali e parti che presentano dettagli complessi quali transizioni di spessore, fori e curvature.
Titolo: Supercar Lamborghini Fenomeno Roadster: prestazioni fenomenali
Autore: Redazione