Prima mondiale per Suzuki Sv-7Gx, anello di congiunzione tra una naked sportiva come risulta essere il modello “Sv650” e una adventure tourer come “V-Strom 650”. Una moto eclettica e con più anime volendo abbinare l’agilità di una sportiva con il comfort di una moto da turismo


Suzuki si è presentata alla fiera delle due ruote milanese con le sue gamme, dagli scooter alle moto stradali alle enduro crossando, termine più che mai adeguato al tema, i modelli racing da pista e fuoristrada. Tutti proposti nelle versioni 2026 e quindi oggetto di migliorie, upgrade e personalizzazioni più o meno profonde a seconda del modello. Non sono ovviamente mancate le vere e proprie novità, riassumibili nello scooter “e-Adress” e nella bicilindrica “Sv-7Gx”, col primo che rappresenta l’esordio della Casa nel campo delle due ruote full electric e che già era stato presentato in India in occasione della fiera “Bharat Mobility Global Expo” di Nuova Delhi.

Caratterizzato da una linea classica ed elegante trova il suo cuore pulsante in un motore elettrico alimentato da unabatteria al litio-ferro-fosfato in grado di assicurare un’autonomia di circa 80 chilometri e prestazioni simili a quelle proposte dal modello mosso da un motore endotermico da 125 centimetri cubi. Il sistema di propulsione integra la frenata rigenerativa, la funzione di retromarcia e tre modalità di guida per adattare le risposte del motore alle preferenze del pilota. La Casa non si è sbilanciata in termini di dati tecnici ne ha precisato la data di avvio della commercializzazione in Italia, mentre non ha lesinato in termini di informazioni e immagini per presentare la sua altra novità 2026, la crossover “Sv-7Gx” che va inserirsi fra la naked sportiva “Sv650” e l’adventure tourer “V-Strom 650”.

Nelle intenzioni una moto eclettica e con più anime quindi, atta ad abbinare l’agilità di una sportiva con il comfort di una moto da turismo. In tale ottica Suzuki molto ha lavorato sulla protezione del pilota dal vento e sulla posizione di guida, meno distesa di quelle proposta da “Sv650” ma meno alta e impettita di quella che si assume sedendo su “V.Strom 650”. Come invece a tutte e tre i modelli il motore, un bicilindrico a “V” di 90 gradi con distribuzione bialbero che muove quattro valvole per cilindro la cui progettazione risale al 1999 e fino a oggi prodotto in oltre 500 mila esemplari.
Per il nuovo impiego è stato aggiornato nella meccanica e nell’elettronica con l’obiettivo di dar luogo a erogazioni il più pulite e lineari così da conferire alla moto un carattere sportivo ma di facile gestione. A ciò contribuisce peraltro la fasatura dell’albero motore a 270 gradi che dando luogo a intervalli di accensione irregolari contribuisce anche a realizzare un sound accattivante e coinvolgente. All’affidabilità guardano invece la placcatura dei cilindri realizzata con materiali elettrochimici, il brevetto Suzuki “Scem”, un composito a base di Nichel, Fosforo e Carburo di Silicio, che aiuta la dissipazione del calore riducendo al contempo l’attrito e il raffreddamento dei pistoni mediante getti d’olio, soluzione generalizzata in campo industriale quando si devono assicurare la stabilità termica e le prestazioni a carico elevato di unità sottoposte a utilizzi continuativi.


I pistoni sono inoltre rivestiti sulle pareti con materiali anti attrito e i segmenti sono a “L” per abbinare ai bassi attriti anche una tenuta superiore che minimizza i fenomeni di blow-by, i trafilamenti dei gas in fase di combustione e quindi ad alta pressione dalla testata del motore al suo basamento. L’unità dispone inoltre di una doppia accensione per ogni cilindro attuata mediante candele all’iridio, di un sistema di aspirazione dedicato con corpi farfallate “Downdraft”, di tipo verticalizzato, di acceleratore ride by wire a controllo elettronico.

Ne deriva una perfetta integrazione del gruppo con i sistemi di assistenza alla guida “Suzuki Drive Mode Selector”, “Suzuki Traction Control” e “Quick Shifter”, soluzione di tipo bidirezionale che assicura la possibilità di cambiare marcia senza dover azionare la leva della frizione, obiettivo cui sono state anche finalizzate le modifiche apportate alla meccanica del cambio. Particolare attenzione è stata poi data al sistema di scarico per dar luogo a una sonorità energica, vivace e coinvolgente ma non invadente o, peggio, fastidiosa. Così configurato il motore eroga i suoi 73 cavalli circa e i suoi 64 newtonmetro di coppia abbinando risposte pronte ai bassi regimi a ottime doti di allungo e a consumi contenuti: in circa 24 klitri/chilometri, dato che abbinato a una capacità del serbatoio di oltre 17 litri dà luogo a un’autonomia di oltre 400 chilometri.