Suzuki, enduro estremo

Debutto milanese per la versione 2026 di Suzuki “Dr Z400S”, l’enduro estremo della Casa ora ribattezzato “Dr 74S” e riproposto in versione dual sport per conservarne l’animo fuoristradistico e racing ma integrando sul veicolo soluzioni atte a permetterne un utilizzo di più ampio respiro

Completamente rivisto in tale ottica il motore, un monocilindro da 398 centimetri cubi con distribuzione bialbero operante su quattro valvole, con quelle di aspirazione di titanio e quelle di scarico cave e riempite di sodio per enfatizzare le dissipazioni termiche. Dotato di doppia accensione con candele all’iridio, l’unità propone inoltre una camera di combustione a tetto parzialmente ricavata nel cielo del pistone, profili dell’albero a camme caratterizzati da una elevata alzata di aspirazione e da un incrocio ottimizzato oltre che in funzione delle prestazioni anche per ottemperare alle norme antiinquinamento euro 5+.

Guardano in tale direzione anche il sistema di alimentazione, attuato mediante un corpo farfallato a controllo elettronico con alesaggio di 42 millimetri, e l’impianto di scarico, integrante un convertitore catalitico a doppio stadio con terminale a doppia parte realizzato con acciaio inossidabile.

Caratteristica distintiva del motore e derivante dalla sue origini sportive la lubrificazione a carter secco che permette di abbassare il baricentro senza penalizzare la luce libera  un’ampia altezza da terra. Da segnalare anche il sistema “Suzuki Clutch Assist System” che minimizza lo sforzo di azionamento della leva della frizione e la suite dei sistemi elettronici di assistenza alla guida “Suzuki Intelligent Ride System” che oltre a mettere a disposizione mappe motore selezionabili e controllo della trazione settabile su più livelli per la prima volta permette di disattivare l’abs in caso di utilizzo della moto in off road.

Titolo: Suzuki, enduro estremo

Autore: Redazione

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