Nonostante le criticità legate all’integrazione dell’idrogeno nei sistemi propulsivi del segmento automotive, Hyundai prosegue il proprio percorso di messa a punto sia dei sistemi fuel cell sia dei motori a combustione interna alimentati con idrogeno. Due sviluppi paralleli che uniscono innovazione tecnologica e applicazioni industriali concrete

Negli ultimi anni l’idrogeno ha assunto un ruolo sempre più centrale come vettore energetico alternativo, diventando una delle soluzioni più interessanti per ridurre le emissioni nel settore automotive e aprendo la strada a due filoni tecnologici distinti ma complementari. Da un lato la propulsione basata sull’impiego di celle a combustibile. Dall’altra l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile per motori endotermici tradizionali. Hyundai, con il proprio brand Htwo, dedicato proprio allo sviluppo dei veicoli a idrogeno, negli ultimi dieci anni ha presidiato entrambe le direttrici, consapevole che il futuro della mobilità non potrà essere affidato a una sola tecnologia ma richiederà soluzioni differenziate in base al tipo di applicazione, ai costi e alle disponibilità infrastrutturali.
Se le fuel cell hanno rappresentato a lungo la prospettiva più avanzata, grazie alla capacità di produrre energia elettrica a bordo con emissioni zero combinando idrogeno e ossigeno, negli ultimi anni la ricerca di efficienza economica e industriale ha riportato però l’attenzione anche sui motori a combustione interna, nei quali l’idrogeno è impiegato come combustibile in architetture meccaniche già collaudate con un impatto positivo in termini di costi di produzione, manutenzione e rapidità di industrializzazione. Il capitolo più rappresentativo della tecnologia fuel cell di Hyundai è senza dubbio il suv “Nexo”, introdotto nel 2018 e giunto nel 2025 alla sua seconda generazione. Costituisce una delle proposte più evolute attualmente disponibili sul mercato. Il sistema propulsivo utilizza una pila a membrana polimerica da 110 chilowatt di potenza che alimenta un motore elettrico da 150 chilowatt, equivalente a 204 cavalli, con una coppia massima di 395 newtonmetro.

Prestazioni dichiarate che permettono un’accelerazione da fermo a 100 chilometri orari in poco meno di otto secondi, un valore di rilievo per un crossover a trazione elettrica alimentato a idrogeno. L’autonomia secondo il ciclo wltp arriva a 720 chilometri, con tempi di rifornimento inferiori ai cinque minuti grazie a tre bombole inserite sotto la scocca realizzate in materiale composito e operanti a pressioni di 700 bar, capaci di contenere complessivamente oltre sei chili e mezzo di idrogeno. L’intero sistema integra una batteria tampone agli ioni di litio, un inverter di nuova generazione e un motore assiale in configurazione e-axle, ottimizzato per un impiego elettrico fluido e privo di vibrazioni.
Sono state inoltre introdotte soluzioni specifiche per migliorare l’affidabilità, tra cui membrane uniformi all’interno della cella, elettroniche di potenza capaci di operare a basse temperature e un sistema di gestione termica con funzione anti-freeze, studiato per garantire avviamento e prestazioni costanti anche in condizioni climatiche rigide. Il posizionamento dei serbatoi sotto il pianale consente di mantenere basso il baricentro e preservare al tempo stesso lo spazio interno, plus ai quali la seconda generazione del veicolo ha abbinato aggiornamenti stilistici e funzionali che consolidano la posizione del modello come punto di riferimento tecnologico.

La ricerca sul versante fuel cell è stata ulteriormente ampliata con concept e progetti sperimentali: nel 2024 Hyundai ha presentato “Initium”, concept car a idrogeno che anticipa un nuovo approccio stilistico definito dai designer Hyundai “Art of Steel” e che propone un abitacolo ampio e versatile, orientato al comfort delle famiglie, con soluzioni di sicurezza avanzate e autonomia elevata. “Initium” ha evidenziato la capacità delle celle a combustibile di garantire percorrenze lunghe e un’erogazione fluida, senza rinunciare a funzionalità e spaziosità. Ancora più radicale il modello “N Vision 74”, un laboratorio su ruote presentato nel 2022, che incarna la visione sportiva a idrogeno di Hyundai.
Il sistema propulsivo ibrido integra batterie e fuel cell, con oltre 600 chilometri di autonomia, un design retro-futuristico ispirato a “Pony Coupé” del 1974 con prestazioni da vera sportiva, a dimostrazione di come l’idrogeno possa rappresentare non solo una risposta alla mobilità quotidiana, ma anche una base per il motorsport del futuro. Hyundai vanta inoltre una solida esperienza sul fronte dei veicoli commerciali con i modelli “Xcient Fuel Cell”.

Uno dei primi veicoli per applicazioni on-highway elettrici a celle a combustibile prodotto in serie al mondo. Lanciato nel 2020 oggi conta oltre cento esemplari in circolazione in Europa, con più di 16 milioni di chilometri percorsi in condizioni reali e una flotta globale che sfiora i tremila veicoli tra camion e autobus, distribuiti in 14 Paesi. Un risultato che dimostra la maturità della tecnologia fuel cell e l’affidabilità raggiunta dal costruttore, confermando la validità delle scelte ingegneristiche intraprese.

Accanto alla via delle fuel cell però Hyundai ha intrapreso nel segmento delle applicazioni industriali e power generation lo sviluppo di motori a combustione interna alimentati a idrogeno, derivati da architetture esistenti a metano compresso, opportunamente adattate con sistemi di iniezione diretta, accensione dedicata e catalizzatori scr ottimizzati. Il progetto più avanzato è rappresentato da un 11 litri capace di erogare 300 chilowatt di potenza, pari a 402 cavalli, e una coppia di mille 700 newtonmetro a 2 mila giri. Valori che consentono di affrontare le applicazioni più gravose nel settore del trasporto pesante.
Le prestazioni si affiancano a un’efficienza energetica dichiarata superiore del 30 per cento rispetto a sistemi fuel cell o full electric nella prospettiva del “total cost of ownership”, con emissioni di anidride carbonica ridotte del 90 per cento rispetto a un diesel convenzionale e tempi di rifornimento nell’ordine dei dieci minuti, per un’autonomia complessiva di circa 500 chilometri. Questa soluzione, che sfrutta linee produttive già esistenti, permette di contenere i costi e accelerare il time to market, con l’avvio della produzione in serie previsto tra il 2026 e il 2027. Il quadro che emerge è quello di un approccio duale e complementare.

Le celle a combustibile trovano applicazione ideale nei veicoli passeggeri e nei progetti ad alto contenuto tecnologico, dove silenziosità, autonomia e fluidità di guida sono parametri prioritari, mentre i motori a combustione interna a idrogeno rappresentano una risposta più pragmatica per il trasporto pesante e le applicazioni industriali, in cui robustezza, costi e durabilità sono fondamentali. Hyundai, con questa visione integrata, consolida la propria posizione tra i leader mondiali nell’adozione dell’idrogeno, dimostrando che il futuro della mobilità sostenibile non si giocherà su un’unica tecnologia, ma sulla capacità di declinare le soluzioni in base agli scenari di utilizzo, sfruttando appieno la versatilità di un vettore energetico che oggi appare sempre più determinante.