Digitalizzazione ed elettrificazione Yamaha: mobilità senziente

Elettrificazione e digitalizzazione stanno ridefinendo il settore delle due ruote e dei piccoli veicoli urbani. Al Japan Mobility Show 2025, Yamaha presenta una serie di concept che guardano non solo a nuove soluzioni energetiche, ma anche alla relazione tra uomo e macchina, all’esperienza di guida e all’uso intelligente delle nuove tecnologie

Quando si parla di mobilità l’attuale tema ricorrente sul quale grava l’attenzione è legato alla sostenibilità e all’evoluzione dei sistemi propulsivi, due obiettivi che stanno portando i mezzi di trasporto di tutti i settori a vivere importanti trasformazioni basate sulla nascita di nuove soluzioni. Esempi in tal senso i veicoli orientati alla micromobilità o i droni che a breve sosterranno la mobilità aerea urbana a corto raggio.

All’interno di questo contesto si inseriscono anche la digitalizzazione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale, con quest’ultima che nel futuro prossimo modificherà completamente l’interazione uomo-macchina sostituendo l’attuale concetto di veicolo pilotato con quello di veicolo autonomo. Di fatto un momento storico in cui si sommano le più diverse spinte evolutive, le stesse che Yamaha ha voluto concretizzare in prototipi funzionali esposti al pubblico in occasione della fiera Japan Mobility Show 2025, a Tokyo. Mezzi di locomozione che nel loro insieme propongono strade alternative e complementari atte a ridefinire la mobilità individuale e urbana.

A conferma il concept più futuribile fra quelli messi a punto dalla Casa, “MotoroiD:Λ”, sviluppato a partire dal 2017 quale ipotesi di moto autonoma dotata di una propria stabilità verticale e capace di interagire con il pilota. La versione 2025 introduce nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale che portano il prototipo a qualificarsi più quale drone autonomo che quale mezzo pilotato. Il sistema di gestione opera in effetti sulla base di algoritmi di “reinforcement learning” che vengono addestrati in ambienti virtuali “Sim2Real” e poi applicati al mondo reale con lo scopo di consentire una costante crescita delle possibilità funzionali della macchina man mano che questa viene utilizzata. La struttura del veicolo è realizzata con un esoscheletro leggero e resistente di materiali compositi progettato per sopportare il “trial&error” tipico del processo di apprendimento.

La presenza di giunti snodati affiancati da attuatori elettrici permettono alla macchina di attuare strategie di riconfigurazione geometriche attive dei componenti strutturali e ciò grazie anche alla presenza di motori elettrici dedicati per ciascuna ruota e a un ampio range di sensori inerziali e telemetrici. Il veicolo può quindi sollevarsi autonomamente e mantenersi in equilibrio adattandosi contemporaneamente agli obiettivi definiti dall’utente.

Con “MotoroiD:Λ” Yamaha solleva quindi interrogativi sul confine tra pilota e macchina. La presenza dell’intelligenza artificiale che apprende, evolve e decide, fa nascere domande etiche sul grado di autonomia da affidareal veicolo, sulla responsabilità delle azioni e sulla natura della “complicità” tra uomo e macchina. È una mobilità che non si limita ad assistere, ma che potenzialmente co-guida, mutando il ruolo del pilota da controllore a co-evolutore. Il secondo prototipo presentato è “Tricera proto”, veicolo a tre ruote, open-top, concepito per offrire un’esperienza di guida innovativa grazie al nuovo sistema di sterzo a tre ruote “3ws”.

Consente migliori performance nei cambi di direzione modificando le sensazioni percepite dal guidatore rispetto a un veicolo tradizionale. Il sistema di controllo della direzione è stato messo a punto a partire da ricerche umane sulla dinamica e sul feedback al guidatore per creare un’unione pilota-macchina più profonda mentre il telaio centrale arcuato realizza una struttura a “tre ruote” equilibrando gli “spazi umani” con gli “spazi funzionali”. il concept esplora inoltre l’interfaccia uomo macchina da un punto di vista sonoro affiancando al sistema propulsivo elettrico un impianto audio, “αlive Ad sound control” che in funzione dello stato operativo modula, esalta o contrasta le sonorità meccaniche per coinvolgere in termini emozionali il guidatore. La propulsione è affidata a un pacco batterie che alimenta motori elettrici ad alte prestazioni con controllo individuale delle ruote, mentre l’arco della scocca è realizzato in materiali compositi alleggeriti.

Se l’elettrificazione rimane uno dei temi più centrali nello sviluppo delle nuove generazioni di veicoli, sottolineato anche dal lancio del prototipo “Proto Bev”, evoluzione supersportiva dei concept Yamaha elettrificati, è di interesse anche l’esplorazione di nuove soluzioni propulsive per scooter e micro-mobilità basate su motori termici alimentati a idrogeno. In tale ottica Yamaha ha presentato il prototipo “H2 Buddy Porter Concept”, scooter sviluppato in collaborazione con Toyota Motor Corporation che ha fornito il serbatoio compatto e ad alta pressione certificato per moto.

Il veicolo è in grado di percorrere oltre cento chilometri con un pieno, rispettando gli standard Euro 5 e includendo limitazioni importanti alle emissioni di ossidi di azoto. Interessante osservare che proprio nello scooter, segmento dove la mobilità elettrica a batteria ha forse maggiore senso pratico, Yamaha esplori una soluzione propulsiva a idrogeno, scelta tecnicamente coraggiosa ma che porta con sé importanti sfide. In primis l’ingombro del serbatoio ad alta pressione, la logistica di rifornimento dell’idrogeno, la struttura dei materiali e i costi.

Considerando peraltro che l’autonomia di cento chilometri è già oggi coperta da scooter elettrici con investimenti inferiori e infrastrutture più semplici. C’è da dire però che i prototipi presentati da Yamaha non sono né ipotesi produttive future né esercizi di design o di ingegneria, ma tesi progettuali orientate all’esplorazione di nuovi trend di sviluppo in un momento storico caratterizzato da elevata incertezza tecnologica e in cui è sempre più profonda la trasformazione del rapporto uomo-macchina.

Titolo: Digitalizzazione ed elettrificazione Yamaha: mobilità senziente

Autore: Redazione

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