Quando la meccanica diventa arte con Fpt

Dalle viste ortogonali di alcune delle unità propulsive Fpt Industrial gli artisti italiani Van Orton hanno compiuto una piccola rivoluzione

meccanica diventa arte
meccanica diventa arte

C’è qualcosa di estremamente poetico nel gesto che trasforma le forme di un motore in un’opera d’arte. Partendo dalle viste ortogonali di alcune delle unità propulsive Fpt Industrial gli artisti italiani Van Orton hanno compiuto una piccola rivoluzione estraendo dall’essenza funzionale di assemblati meccanici una componente puramente estetica legata alle forme, rimodulate in un gioco di cromatismi poliedrici. Ogni sezione del motore, dalle pulegge alle testate, diventate tessere di un mosaico vibrante, definiscono un cortocircuito culturale in cui la tridimensionalità industriale si riduce a superficie, acquisendo però una nuova profondità.

Quella del simbolo. I Van Orton in questa trasformazione giocano con forme e colori ispirandosi a prima vista alla pop art, con echi di artisti quali Andy Warrol o Roy Lichenstein, ma attingendo in realtà a qualcosa di più arcaico che affonda le radici nell’undicesimo secolo. Quando l’imponenza delle cattedrali gotiche richiese l’invenzione di nuovi filtri per dissolvere la luce esterna definendo l’invenzione di quell’arte vetraria in cui la frammentazione del mosaico si sposò con il cromatismo. Oggi accade che la vista frontale degli “F28”, la vista laterale di un “Nef” e la vista dall’alto degli “Xc13”, diventino vetrate gotiche del XXI secolo. Un trittico che compone le proiezioni ortogonali di un’epopea moderna che non parla più di santi e di re. Bensì di progresso e della potenza disciplinata dalla mente umana.

Titolo: Quando la meccanica diventa arte con Fpt

Autore: Redazione

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