Incrocio fra il design italiano e la tecnologia giapponese, le moto Honda Sh a ruote alte “Sh125i” e “Sh150i” sono gli attuali emblemi di un veicolo nato oltre 40 anni fa quale “cinquantrino” che ha dominato e domina tuttora il mercato europeo di settore

1984. Negli stabilimenti Honda di Aalst, in Belgio, e poi da quello di Barcellona, in Spagna, si avvia la produzione di “Sh50” uno scooter a ruote alte dalla linea semplice e spigolosa concepito per i giovani, la cilindrata era di 50 centimetri cubi, e, più in generale, per chi ambiva a un mezzo di trasporto urbano pratico e agile, quasi come una bicicletta ma scattante come un vero motorino , Fu subito un successo tant’è che dopo 12 anni Honda decise di spostarne la produzione in Italia, in Val di Sangro, in Abruzzo, affiancando al modello di attacco anche una versione motorizzata con un due tempi da cento centimetri cubi. Rivisto nell’estetica e nel comfort, “Sh” acquisì un’efficienza superiore proponendosi quale alternativa ai tradizionali scooter a ruote basse meno stabili e sicuri sui fondi sconnessi.

Nel 2001, 25 anni fa, un’ulteriore evoluzione indotta dalla sostituzione dei motori a due tempi con due unità a quattro tempi di 125 e 150 centimetri cubi, esordio che venne accompagnato da una quasi totale rivisitazione del veicolo tesa trasformarlo in un mezzo di trasporto più veloce e in gradi affrontare anche tratte intercity ma senza fargli perdere quella connotazione di veicolo facile, dinamico ed economico che era alla base del suo successo. Grazie a tale scelta i due “Sh” model year 2001, costantemente aggiornati nei contenuti e nelle prestazioni, sostennero le sfide del mercato fino al 2012, anno in cui venne lanciata la sesta generazione dei due veicoli. Siglati “Sh125i” e “sh150i” i nuovi scooter si proponevano con telai e motori del tutto nuovi, un’estetica ulteriormente ammodernata e soluzioni tecniche dal sapore “automotive2 quali, per esempio, i sistemi abs per il controllo delle frenate e lo stop&start per azzerare i consumi nelle soste semaforiche.

Due veicoli decisamente moderni e innovativi ma che continuavano a conservare le loro migliori connotazioni di fiondo e che quindi il mercato non mancò di continuare ad apprezzare, al punto da spingere Honda a immettere sul mercato anche un modello equipaggiato con un motore da 300 centimetri cubi che nel 2021 furono portati a 350. Da un lustro a questa parte la gamma Honda “Sh” è quindi costituita da tre veicoli che ogni anno sono venduti in migliaia di esemplari in tutta Europa. Basti pensare a tale proposito che solo nel 2025 le vendite toccarono le 60 mila unità, volume che ancora una volta ha reso gli “Sh” in assoluto gli scooter più venduti nel Vecchio Continente. Un record che Honda ha voluto celebrare unitamente ai 25 anni di permanenza sul mercato di “Sh125i” e di “Sh150i” mediante una nuova generazione di veicoli caratterizzati da tecnologie d’avanguardia quali i cruscotti tft a colori, la connettività “RoadSync” e un doppio fare full led. Rivisto anche il design dello scudo e della carena anteriore e accentuato l’uso di materiali sostenibili per rendere i veicoli oltre he piacevoli alla vista, funzionali e dinamici anche rispettosi dell’ambiente già a partire dalla fase di produzione.
Honda Sh in sintesi

I due modelli Hond “Sh125i” e “Sh150i” sono mossi da motori quattro tempi di 125 e 150 centimetri cubi nominali realizzati mediante alesaggi rispettivi di 53 millimetri e mezzo e di 60 millimetri a fronte di corse unificate di 55 millimetri e quattro. I motori vantano distribuzioni monoalbero a quattro valvole per cilindro, sono raffreddati a liquido e alimentati a iniezione attuata per via indiretta e controllata elettronicamente. Nonostante le termodinamiche e le mappature siano orientate a realizzare elevati standard di elasticità e bassi consumi, si parla di quasi 46 chilometri/litro per “Sh125i” e di quasi 45 per “Sh150i”, le potenze erogate sono apprezzabili, rispettivamente 13 e quasi 17 cavalli erogate a otto mila e 250 giri e a otto mila e 500 giri, a fronte di coppie massime di 12 e quasi 15 newtonmetro erogate a sei mila e 500 giri. Entrambe le unità avanzano inoltre capacità di trazione che attaccano a soli quattro mila giri e vantano allunghi in grado di toccare i dieci mila giri.

Entrambi i motori sono compatti e assieme ai radiatori installati sulla destra degli stessi motori concorrono a centralizzare le masse. Le strutture interne dei motori sfruttano inoltre tecnologie a basso coefficiente di attrito già a partire dalle canne dei cilindri le cui superfici esterne presentano microscopiche scanalature per mantenere basso il consumo di olio e migliorare il raffreddamento. I cilindri sono inoltre disassati rispetto all’albero motore per ridurre le perdite causate dall’attrito tra la parete del pistone e del cilindro nella fase di espansione. Prevista la possibilità di integrare nel sistema di gestione del motore la funzionalità stop&start che spegne il motore a veicolo fermo dopo tre secondi al minimo per poi riavviarlo istantaneamente non appena si ruota la manopola dell’acceleratore per ripartire. Il sistema è inoltre affiancato da una soluzione denominata “rotazione inversa” dell’albero motore che fa ritornare alla posizione di punto morto inferiore il pistone e da un meccanismo di decompressione che riduce la resistenza alla messa in moto causata dalla compressione.

Altra novità di settore il generatore “Acg” che funge anche da avviamento rendendo superflui il motorino di avviamento e i relativi ingranaggi di un sistema convenzionale. La trasmissione è ovviamente meccanica e automatica, di tipo cvt, mentre la frenata è affidata a dischi da 240 millimetri di diametro sia sull’anteriore sia sul posteriore. Anteriormente le pinze sono però a due pistoncini e posteriormente a pistoncino singolo e in entrambi i casi è previsto il controllo antibloccaggio su entrambe le ruote. Identiche le forcelle telescopiche, da 33 millimetri di diametro e 89 millimetri di corsa, e analoghe anche le sospensioni posteriori, affidate a un doppio ammortizzatore regolabile su cinque posizioni. Da segnalare la capacità del vano sotto sella di oltre 18 litri, una delle più ampie del settore e in grado di contenere un casco integrale, e l’avviamento pilotato da una smartkey che pilota anche i blinker, per riconoscere lo scooter se parcheggiato fra numerosi altri, e il bloccasterzo.
Ultimo nato Sh350I

Il successo di “Sh125” e “Sh150” nel 2021 portò Honda a integrare la gamma “Sh” con un modello di più elevate prestazioni, “Sh350”, oggi ribattezzato “Sh350i” ed equipaggiato con un motore da 350 centimetri cubi serie “eSp+”, “enhanced Smart Power+”. Il cilindro avanza un alesaggio di 77 millimetri e una corsa di 70 e otto per una cubatura effettiva di 330 centimetri cubi che rende più di 29 cavalli a sette mila e 500 giri e oltre 31 newtonmetro di coppia a cinque mila e 250 giri. La distribuzione è a catena con tenditore idraulico e tramite un monoalbero e bilancieri a rullo agisce su quattro valvole, con quelle di aspirazione da 28 millimetri di diametro. Il pistone é raffreddato da un getto di olio spruzzato sotto al cielo, la lubrificazione integra una pompa di recupero che concorre a diminuire le perdite di pompaggio e un controalbero abbatte le vibrazioni. Compresso circa dieci punti a uno. il motore prevede un’alimentazione a iniezione indiretta che si avvale di un corpo farfallato da 28 millimetri di diametro, è silenziato da una marmitta a due camere e si interfaccia con una trasmissione “V-Matic”