Piattaforma open source: il futuro è nel software

I tre gruppi automobilistici tedeschi Bmw, Mercedes-Benz e Volkswagen, unitamente ad altro otto gruppi industriali operanti nell’automotive fra i quali Bosch, Zf e Continental, hanno siglato un’alleanza per sviluppare una piattaforma software su base open source

Piattaforma open source

Il termine “software” è un composito che in italiano abbina le parole “prodotto” e “soffice” per sottolineare la propria rilevanza economica e l’essenza di concretezze. Il primo termine è indubbiamente azzeccato se si pensa che sette delle dieci persone più ricche del Mondo operano o hanno iniziato le rispettive carriere nel Mondo del software, lo stesso ambito in cui oggi ci cimentano gruppi industriali del calibro di Google, Microsoft, Oracle e Meta. Tutte organizzazioni che oltre a dare lavoro a decine di migliaia di persone permettono ad altri milioni di individui di lavorare con le loro offerte.

Il secondo, “Soft”, “Soffice”, è invece oggi ingannevole alla luce del fatto che senza software l’intero Globo si fermerebbe. Meglio sarebbe quindi chiamare il software “dodgyware” o “elusiveware”, con la seconda espressione che ben si presta per esprimere le ultime tendenze di un settore che si teme possa a breve sfuggire al controllo umano per dar luogo a forme autoevolutive che una volta lanciate non permetteranno più di capire “chi prodotto cosa”.

Un processo peraltro già in atto, anche se per ora sotto controllo, presso gli uffici di programmazione più evoluti e in grado di padroneggiare strumenti come “Github Copilot”, “Replit”, “Cursor.ai”, “Amazon Code Whisperer”, “Google Gemini Code Assist” e numerosi altri, tutti orientati a supportare gli specialisti nella stesura dei sistemi operativi e i non specialisti nello scrivere programmi. Indubbio quindi che il software fungerà sempre di più da vero e proprio sistema nervoso delle attuali società permettendo a istituzioni, aziende e cittadini di funzionare e interagire nello spazio sociale.

Piattaforma open source

Quanto sopra a patto però che i futuri programmi possano interagire fra loro senza dar luogo a conflitti, uno degli obiettivi, assieme a quello di contenere i costi di sviluppo, che sono dati i gruppi automobilistici tedeschi Bmw, Mercedes-Benz e Volkswagen unitamente ad altro otto gruppi industriali operanti nell’automotive fra i quali Bosch, Zf e Continental, quando hanno deciso di allearsi per sviluppare una piattaforma operativa su base open source, uno stack software aperto, certificabile, interoperabile e, soprattutto, condiviso.

Di fatto l’accordo, attuato con il supporto dell’Associazione tedesca dell’industria automobilistica “Vda”, punta a scrivere un “software-defined vehicle”, in sigle “Sdv”, che trasformi l’auto dall’attuale insieme di centraline dedicate e firmware statici a una piattaforma digitale flessibile e aggiornabile in cui ogni funzione, dalla guida assistita all’infotainment, fino alla gestione del powertrain, che può essere modificata o migliorata dopo la produzione. In questo scenario, la standardizzazione dei moduli di base e l’interoperabilità tra sistemi diventano condizioni fondamentali per garantire efficienza, sicurezza e competitività, una realtà che le Case hanno dovuto accettare dopo aver constatato che la messa a punto di sistemi propri oltre a dar luogo a costi insostenibili portava anche a risultati non sempre graditi dall’utenza.

Da qui la decisione di abbandonare le piattaforme chiuse a favore di una logica open e collaborativa tesa a realizzare uno stack software modulare e certificabile secondo lo standard iso 26262 per la sicurezza funzionale. Le componenti oggetto della collaborazione riguarderanno i “moduli non differenzianti”, quelli che non influenzano direttamente l’esperienza utente, ma che costituiscono l’ossatura tecnica su cui poi ogni costruttore potrà innestare i propri sistemi distintivi. Ciò permetterà di standardizzare i veicoli, ne accelererà le implementazioni e giocherà a favore della compatibilità fra i servizi disponibili a livello regionale e quelli fruibili a bordo.

Titolo: Piattaforma open source: il futuro è nel software

Autore: Redazione

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